lunedì 14 luglio 2014

Partecipazione, Partecipazione: ne parliamo alla Casa della Città


Da tempo si è creata una pericolosa frattura tra governanti e governati, che rende oggi la partecipazione non un lusso, ma una necessità vitale della stessa democrazia rappresentativa, quantomeno per superare quella frattura.
Conviene ai cittadini avere maggiore iniziativa, perchè i governanti siano più attenti alle loro esigenze ed a quelle del territorio, siano disposti ad ascoltarli, ad interloquire, ma anche a decidere insieme, e magari a fare insieme alcune cose: da quelle minime a quelle più importanti.
E conviene alle amministrazioni, in termini di efficacia della loro azione e di consenso, favorire processi di aggregazione dei cittadini intorno a delle idee, a dei progetti, che possano essere proposti da loro stessi e discussi in appositi organismi paritetici, che devono aiutare l'amministrazione senza lederne l'autonomia e la responsabilità, e naturalmente anche intorno a delle semplici proposte, a delle forme di controllo, soprattutto nel campo dei servizi, attraverso le quali capire cosa va e cosa non va, alla cura del territorio, magari partendo dalle piccole cose, come la cura dei marciapiedi, delle piante e dei giardini, dell'arredo urbano, ecc.
Conviene a tutti quindi. 

Partendo da quest'ultima considerazione "la partecipazione conviene a tutti" la rete Carteinregola ha impostato un percorso, una road-map, per discutere su come realizzare la partecipazione e propone a tutti di lavorare e confrontarsi nei prossimi mesi su questo tema importante e difficile.

Per facilitare il dibattito giovedì 17 luglio, alla Casa della Città, verrà presentato un documento dal titolo "Linee Guida della Partecipazione".


Il documento sarà presentato da:
Claudio Lombardi: Linee guida perchè
Lanfranco Scalvenzi: La partecipazione di tutti

Alessandro Giangrande: Il contesto pubblico della partecipazione
Paolo Gelsomini: Il ruolo delle amministrazioni pubbliche

Hanno confermato la loro presenza:
Luigi Nieri Vicesindaco con delega alle Politiche per la trasparenza
Paolo Masini Assessore Sviluppo delle periferie, infrastrutture e manutenzione urbana
Mario Castagna per l’Assessorato  alla Trasformazione Urbana

da confermare:
Estella Marino, Assessore alle Politiche ambientali e del verde
Guido Improta, Assessore alle Politiche della Mobilità

Mario Spada coordinatore Biennale Spazio Pubblico – ex direttore dell’USPEL ufficio Speciale Partecipazione e Laboratori di quartiere
Sono invitati a intervenire i Presidenti dei Municipi (hanno già confermato  Paolo Marchionne, III Municipio, Andrea Catarci, VIII Municipio, Valerio Barletta XIV Municipio)

Coordina Anna Maria Bianchi

Sono invitati a partecipare i cittadini, le associazioni  e i comitati che si occupano del territorio.






lunedì 7 aprile 2014

Chi è il moderno PRINCIPE




Il marcio del regno di Danimarca è affrontato. I protagonisti muoiono tutti, sulla scena non restano che cadaveri. Amleto stesso, che di quel marcio è inesorabilmente parte,
deve soccombere, ed esalando l’ultimo respiro confida nell’arrivo di un nuovo principe. Irrompe infatti sulla scena Fortebraccio, un nome che include il vigore, la tempestività, la rapidità, la fortuna, tutte qualità necessarie al principe. Arriva dall’Inghilterra, aveva diritto al trono danese, è un principe con un nome simbolico, ma senza la morte di Amleto non  avrebbe potuto avere il regno in successione. Davanti al trionfo della morte, il nuovo principe compie un rito di purificazione dichiarando di accettare lo scettro e il trono con dolore. Il dolore è la conditio sine qua non per un inizio in cui il principe deve conquistare se non l’amore, il rispetto da parte del popolo
Quel ‘atto di dolore’ è lavacro rituale, è il pegno da pagare per assicurare continuità al trono. Senza l’assunzione della storia dei conflitti e delle morti precedenti, ovvero di una visione più alta e di una morale rinnovata, il principe non entra nella sfera sacra, non può essere consacrato e reso intoccabile. Altro rito necessario per assumere una nuova condizione con la quale egli diventa in sè l’intera nazione. Nel grido del popolo ‘Dio salvi il rè‘ c’è il sottotesto ‘Dio salvi noi stessi’.

lunedì 10 marzo 2014

Partecipazione, 2° incontro



                                    LUNDI' 17 MARZO ALLE ORE 17,30



SI PARLA MOLTO DI PARTECIPAZIONE , 
MA BEN POCHI SANNO VERAMENTE IN COSA CONSISTE


Seminario sulla partecipazione organizzato da:
   
CARTEINREGOLA 
e  Comunità Territoriale del VII Municipio

CIRCOLO degli ARTISTI - VIA CASILINA VECCHIA 42, ROMA


Per maggiori informazioni clicca QUI

martedì 4 febbraio 2014

Partecipazione: martedì 11 febbraio ne parliamo

Finalmente un incontro, un convegno, una discussione per parlare di partecipazione.
Apparentemente è una cosa semplice, ma solo apparentemente.

In effetti è una cosa piuttosto difficile: non basta essere presenti fisicamente per “partecipare”.

Udire è diverso da ascoltare. Partecipare significa metterci impegno, testa, passione.

Ed ascoltare, partendo dal punto di vista che l'altro a ragione

Ci vediamo martedì 11/2 al Cinema Tiziano – Via Guido Reni 2d – Ore 17.00


domenica 24 novembre 2013

La partecipazione che vorrei

Lunedì 11 novembre abbiamo partecipato come Delib e Rinascimento di Roma alla presentazione del volume “DEMOCRAZIA EMERGENTE” organizzata nell’Aula Magna del Dipartimento di Architettura dell’Università Roma 3.

Una bella manifestazione alla quale hanno partecipato moltissime associazioni e tanti comitati di Roma per discutere della partecipazione dei Cittadini alla vita della Città e dei territori ad essa collegati.

Una convegno che merita il titolo di questo articolo “La partecipazione che vorrei” perché è stata una manifestazione partecipata, interessante, ricca di spunti che, come ha scritto qualcuno, “ … ha mostrato che esiste a Roma una potenzialità di molto superiore a quella che riesce ad esprimersi nel governo della città”.

Se si riuscirà, anche con il contributo metodologico degli organizzatori dell’evento, a creare delle sinergie tra i tanti comitati ed associazioni che operano sul territorio, sicuramente si potrà avviare un percorso di democrazia partecipata che potrà dare risultati validi e forse anche inaspettati ed eclatanti.

giovedì 24 ottobre 2013

Eurozone: Belgio - esperienze di democrazia deliberativa

La crisi belga iniziata nel 2010 e durata 540 giorni provocò la protesta dei cittadini di quel paese e portò alla nascita di un movimento chiamato G1000 che ha sviluppato una grande esperienza di democrazia deliberativa. L'esperienza, tutt'ora attiva, ha riunito 1000 cittadini belgi all'insegna di una frase che forse potremmo considerare il loro slogan: 

"Se i politici non possono trovare una soluzione, che lo facciano i cittadini"


Qui di seguito pubblichiamo il loro Manifesto tradotto dall'inglese.
(Il documento originale può essere letto qui: http://www.g1000.org/en/manifesto.php)




Un gruppo di intellettuali belgi e di attivisti hanno lanciato la proposta del G1000.  Così si chiamano un migliaio di persone scelte a sorte che hanno l’opportunità di discutere in piena libertà il futuro del loro paese. Perché la democrazia è molto più di cittadini che votano e di politici che negoziano.

Più di un anno fa i cittadini del Belgio hanno eletto le persone che volevano li governassero. Hanno aspettato un anno – con speranza, apprensione, con vergogna, con senso of humor, e soprattutto con grande pazienza. Non c’è stato governo. E’ apparso chiaro che i cambiamenti necessari al Belgio sono troppo grandi da affrontare con le normali procedure dei partiti politici. Per fortuna la democrazia è più che una materia riservata semplicemente ed esclusivamente ai partiti politici. 

venerdì 6 settembre 2013

Sugli elementi fondativi di una Democrazia Deliberativa

La democrazia, scrive Giovanni Sartori in un suo saggio, è stata un’apertura di credito all’homo sapiens, ritenuto cioè, un animale abbastanza intelligente da saper creare e gestire da sé una città buona. Il Novecento è stato il teatro di guerra in cui la democrazia ha combattuto ed è uscita vittoriosa, seppure a prezzi altissimi.

La violenza come mezzo purificatore, che nella rivoluzione francese aveva conosciuto la sua massima teorizzazione - il terrore, affermava Saint Just è la virtù della rivoluzione – è stata, almeno verbalmente, bandita come pratica politica. La democrazia come filosofia e come pratica, oggi pur in presenza di un suo smagrimento, non ha di fronte alternative, legittimità alternative. La sua forza consiste nel comportarsi come un organismo vivente, nella sua capacità di adattarsi all’ambiente e di crearlo, non essendo le sue forme fissate una volta per sempre, ma crescendo a seconda dei bisogni delle varie epoche.